sabato 25 marzo 2017

Il lato oscuro della hygge

Da diversi mesi impazza sul web la mania della Hygge, la ricetta danese della felicità.

Luci soffuse, coperte, candele, bevande calde, le persone amate al proprio fianco, la hygge è sulla sensazione di benessere e di felicità che noi mediterranei forse proviamo quelle dieci volte l'anno in cui è domenica, fuori piove, sei sotto al piumone e e non c'è nessun motivo di alzarti.

Tutto molto bello.

Ma la hygge ha un lato oscuro che chi non vive in Danimarca difficilmente riesce capire.

La hygge è infatti figlia dell'uscire dal lavoro alle 4 che sembrano le 10 di sera da quanto è buio. Hygge è figlia dell'illuminazione stradale che si spegne alle 8.45 del mattino perché prima è ancora notte. La hygge è figlia del torpore diffuso che assale le persone da dicembre a febbraio, quando si rimpinzano di vitamine e mettono negli uffici le lampade da 1000 lumen che ricreano la luce solare, che apparentemente rendono felici e aumentano la produttività.

La hygge è una sofisticata forma di difesa dalla sconfitta verso una natura che ti fa soffrire, privandoti della voglia di vivere per diversi mesi l'anno. E i danesi scendono a patti con questa sconfitta, e non potendo vincere la battaglia si alleano con il nemico.

E quindi la hygge è non avere mai in Danimarca un'illuminazione decente: al chiuso non ci si vede, è legge.
E le lampade di design danese, che costano millemila euro, quando va bene diffondono la luce in un cerchietto di 10 centimetri di diametro sul tavolo sottostante. Quando va male sono l'equivalente delle lampade di sale, divertenti, molto fashion, ma assolutamente inutili se vuoi cucinare senza affettarti due dita.

Vivere in Danimarca in inverno è come vedere sul computer un film con lo schermo al minimo dell'illuminazione. Un film che dura quattro mesi. Per un sacco di tempo ho sognato di avere un piccolo telecomando, in cui potessi aumentare a piacimento la luminosità del mondo circostante, ma apparentemente si sono dimenticati di darmelo quando mi sono registrata per vivere in questa città (che adoro, e dove sono felice, ci tengo a precisarlo).

Indovinello: quali saranno le finestre di casa mia?

Quindi voi riempitevi pure di candeline, spegnete le luci per 10 minuti al giorno illudendovi di vivere nel paese più felice del mondo, rimpiangendo l'inverno ormai passato e lanciando invettive contro la crudeltà dell'estate che si avvicina.

Io celebro la primavera.

3 commenti:

  1. Sei figlia del paese del sole, non dimenticarlo.
    I danesi che ne sanno del vero sole? :)

    ---Alex

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    1. E infatti...
      https://www.youtube.com/watch?v=3B6wobiWSdc

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  2. La celebro anch'io e ti capisco benissimo: qui nella nebbiosa e inquinata pianura padana, di Sole e di cielo azzurro se ne vedono pochini. Buona Danimarca, scienziata giramondo! :-) Scusa se mi faccio i fatti tuoi, ma col figlio di là dall'oceano, sai com'è, mi sento coinvolta... ti auguro di mettere presto su casa, insieme al tuo AmicoG.

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